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L'asino dell'Apostolo

Un pellegrino francese, in viaggio assieme a tutta la sua famiglia, arrivò a Pamplona, fermandosi in questa città per riposare in un ostello. La moglie del pellegrino però si ammalò gravemente e tutti si dovettero trattenere a Pamplona per un lungo periodo. Alla fine la donna morì. Comunque il viandante decise di proseguire nel suo cammino verso Santiago, assieme ai due figli piccoli.
Non aveva però ancora fatto i conti con il locandiere che reclamava una grossa somma di denaro per averli alloggiati. Non più in grado di estinguere il debito, il pellegrino cedette al locandiere il proprio asino in cambio, rimettendosi nuovamente in marcia verso la tomba di San Giacomo a Santiago de Compostela.
Dopo i primi passi liberatori sul Cammino, padre e figli si fermarono a pregare in una cappelletta, chiedendo l'aiuto di San Giacomo. Le loro richieste non erano pretenziose in verità. Quasi subito nel loro proseguire, incontrarono un simpatico vecchietto che li intrattenne in una piacevole chiacchierata; la simpatia verso il venerabile anziano crebbe a dismisura, quando egli si offrì di prestare il suo asinello ai pellegrini: “Me lo restituirete a Santiago de Compostela, quando arriverete. Io abito là!”.
Finalmente la famigliola, anche se ahimè senza più la mamma, giunse a Santiago, dove il papà, davanti all'altare di San Giacomo, rivide il generoso anziano di Pamplona, incontrato in quel triste momento. Ma ora il vecchierello dai bianchi capelli si presentò: “Yo soy el Apóstol del Señor!”. Quello era proprio San Giacomo in persona, che però sparì quasi subito.
Sulla via del ritorno la famiglia, riconoscente al Santo, ripassò di nuovo per Pamplona, dove, con loro grande sorpresa, vennero a sapere della morte dell'oste in un incidente, per una caduta dal tetto di casa. Tutta la città attribuiva la morte del perfido albergatore ad una punizione divina per la sua avidità e per la sua mancanza di carità nei confronti dei pellegrini.
I tre pellegrini, padre e figli, ritornarono con il “loro” asinello nella loro patria a Poitiers.
Il padre entusiasta cominciò a raccontare a vicini e parenti cosa gli era successo, ma, non appena i figli scesero dalla groppa dell'asinello, questo sparì in un bagliore accecante.
Tutti si meravigliarono di quanto era accaduto, ma il devoto pellegrino esclamò: “Questo non era un asino, ma un angelo del Signore, che Lui manda sempre dove c'è bisogno del suo aiuto!”.

Si, soy un burro. Sì, sono un asino!
Autore: jlmaral licenza: CC by-nc-nd 2.0 Fonte: flickr



Altra versione ...

L'asino di San Giacomo - Giunse a Pamplona un pellegrino Francese con la sua famiglia. Decise di fermarsi per riposare, recuperare le forze e prese alloggio in una locanda della città. La moglie del pellegrino si ammalò e pertanto fu costretto a fermarsi più tempo di quanto aveva previsto. La malattia si aggravò e la moglie morì. Quando venne il momento di partire, il locandiere senza tener conto del grave lutto che aveva colpito la famiglia del pellegrino, ne approffittò e gli presentò un conto molto oneroso sotenendo che si era fermato troppo a lungo. Il pellegrino non aveva una tal somma per pagare il conto e lasciò in cambio il suo asino anche se, così facendo, avrebbe dovuto proseguire a piedi con i suoi due bambini piccoli. Distrutto dal dolore, ma pieno di fede si mise in marcia e pregò San Giacomo perchè gli desse un aiuto. Uscito da Pamplona incontrò un vecchio che gli si avvicinò e gli diede in prestito un asinello perchè lo aiutasse lungo il cammino. Quando arrivò a Santiago, il pellegrino ebbe in visione l'apostolo Giacomo e riconobbe in quella immagine, il vecchio di Pamplona che gli aveva prestato l'asino. Di ritorno passò ancora per quella città e scoprì che il cattivo locandiere era morto per un incidente. La gente diceva che era stata una punizione divina per la mancanza di carità nei confronti del pellegrino. Questa leggenda è la n° 6 di 22 che si raccontano nel Codex Calixtinus. Il codex Calixtinus prende il nome dal papa Calisto II che incluse in tale codice, la prima guida storica e documentata del cammino scritta dal monaco Aymeric Picaud nel 1109.



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