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Sarria-fobia; l'esclusione del tratto Sarria - Santiago
- Di Nieves Casanova martedì 27 dicembre 2022
- (leggi l'articolo originale)

Sì, e sottolineo sarriafobia perché possiamo usarla come metafora, assomiglia a una fobia fino al punto di evitarla. La fobia di fare il Camino da Sarria è una realtà per alcuni pellegrini negli ultimi anni. In realtà, il disagio che provano alcuni pellegrini quando arrivano a Sarria è causato dal sovraffollamento di quel tratto in particolare nei mesi estivi.
Da Sarria ci sono più valigie che zaini.
I politici di turno vedono e continuano a spremere la gallina dalle uova d'oro finiranno con il farla morire del tutto.
Da Sarria ci sono solo persone (non pellegrini) che non rispettano il silenzio, a volte vanno con gli altoparlanti a tutto volume condividendo il loro rumore con tutti. Quando si raggiunge Sarria, l'introspezione, l'empatia, il cameratismo finiscono e, quindi, termina il Cammino!

Ci sono pellegrini che dicono che il loro viaggio finisce quando giungono a Sarria. Alcuni addirittura prendono l'autobus per evitare di unire i loro passi a quelli di centinaia di altre persone che camminano da Sarria a Santiago con zaini minuscoli e stivali puliti. Alcuni dicono che non sono pellegrini, ma turisti. Oppure, il termine che va di moda ormai da anni: turigrinos.

Ammetto io stessa di aver sofferto di sarriafobia. Stavo cercando di evitare quel tratto a tutti i costi.

Non mi piacciono gli affollamenti. Ogni volta che mi sono confrontata con altri pellegrini su quel tratto, ne usciva che era il più affollato e da evitare.

Mi è capitato però di fare quel tratto a dicembre. Me lo chiese la mamma di mia nipote che voleva fare il cammino con la bambina a dicembre e partendo da Sarria, ritenendo che come prima esperienza del cammino poteva essere la scelta migliore. La mia idea ovviamente era ben altro, ma ho accettato ... cosa non faresti per una nipote?
Disponendo di numerosi servizi e accoglienze quel tratto è ideale nel caso in cui i bambini si annoino, si stanchino o abbiano fame. In tale tratto poi puoi usufruire del servizio di trasporto degli zaini se necessario ... anche a dicembre.
Di certo possiamo affermare che il tratto Sarria – Santiago è diventato il tratto più commerciale e conosciuto e ciò implica molta affluenza, ma anche molti servizi.

Volevo poi, che da tale esperienza la nipote raccogliesse l'anima vera del cammino che è: camminare, mangiare, bere, dormire, ma soprattutto condividere e convivere con gente di ogni luogo. E anche la tappa che sotto un diluvio ci ha portati a Monte de Gozo è stata magica sotto questo punto di vista.
La felicità di trovare accoglienza, un tetto sopra la testa e potersi risistemare non ha prezzo. Mia nipote, sua madre ed io eravamo gli unici tre pellegrini poi rimasti quel giorno in quel posto immenso.
Ebbene, dopo questa terapia di esposizione su questo famigerato tratto del cammino, fonte ossessiva della mia la fobia, ... sono stata completamente guarita, fradicia e felice.
Come mai? Beh, perché nessuna delle paure-fobie che avevo, nessuna delle situazioni immaginate si è verificata. Non c'erano folle. Non abbiamo dovuto prenotare un posto in nessun ostello e abbiamo potuto dormire in ostelli pubblici, in alcuni come Monte do Gozo, completamente soli.
Non abbiamo trovato la folla mentre eravamo in cammino ma pochi pellegrini. Pellegrini che facevano il nostro stesso tratto o altri che partiti da più lontano da oltre i Pirenei condividevano con noi quell'ultimo tratto di cammino.
Scegliere il momento giusto per fare il cammino è fondamentale e l'inverno, per questo tratto, è sicuramente l'antidoto giusto per allontanare la fastidiosa SarriaSantiago fobia.
Sì, lo so che non tutti possono farlo in quel periodo ma per chi può, è sicuramente totalmente consigliato. È un bellissimo tratto e ideale per farlo con i bambini.

Buen camino.


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